Sensazioni di un progetto di architettura e di interni

Progetto di Andrea Pascucci

Il progetto di una abitazione è mira al benessere delle persone che andranno ad abitare quegli spazi. Mi piace pensare che sia sempre il risultato di un gioco di squadra, dove la committenza ci racconta il suo sogno, le sue esigenze e le sensazioni personali di un modo di vivere che non è legge, ma puro piacere personale: noi abbiamo il compito di trasferirle in un progetto che diventerà qualcosa di concreto e tangibile, di funzionale ma sempre e soprattutto accogliente.

Il progetto è una visione e noi cerchiamo di immaginarci la vita all’interno e all’esterno di questi ambienti

Mi piace sempre pensare alla casa come a un luogo dove vivere e condividere momenti differenti di una giornata. Mi piace sviluppare angoli conviviali e angoli “privati” quando possibile (fig. 9), affinché ognuno possa trovare la propria intimità e sentirsi veramente “a casa”.

Quanto descritto è rappresentato in questo progetto su cui abbiamo iniziato a lavorare con una coppia di amici circa un anno fa e che oggi è in fase di realizzazione.

Sin da subito ho cercato trasmettere loro un concetto molto importante: i punti di vista. Concetto semplice e apparentemente banale: affrontare il progetto analizzando i vari punti di vista e ritrovarli nella quotidianità delle loro azioni. Ho progettato l’intera struttura analizzando i vari momenti di utilizzo ed ho cercato di tradurli in tante fotografie: il rientro a casa (fig. 1), l’ingresso (fig. 6), la preparazione di un cibo, la sua degustazione, il momento di relax e così via. Ognuno di questi momenti doveva essere “incorniciato” in una piacevole sensazione. Il lotto in questione ha la fortuna di essere circondato da campi agricoli e poco più, ma l’approccio non cambia anche in altri contesti: quello che ci circonda è importante per il nostro benessere, dobbiamo costruirlo seguendo quello che ci fa stare bene.

Per me un albero, un piccolo prato, ma anche un terrazzo che affaccia sulla città, sono scorci di benessere

Lo stesso vale per gli ambienti interni, ricreare quella fotografia (dinamica, non statica) che ci rappresenta.

Per passare dalle sensazioni alla struttura della casa, mi piace pensare ai materiali e usarli per generare percezioni differenti. La pietra proposta per il rivestimento della facciata principale è interrotta da una serie di doghe di legno (fig. 2), un rampicante ricopre una parte delle pareti intonacate sul retro, un fascio di luce che entra dalla finestra. Ci sono dettagli tangibili e altri meno che fanno la differenza di un progetto e sono tutti importanti. La luce naturale e quella artificiale sono un altro fulcro dei nostri progetti di architettura e di interni: la luce ha una funzione, ma soprattutto uno scopo ed è quello di generare sensazioni. Ogni ambiente può essere illuminato in vari modi e la gestione della luce può valorizzare o azzerare ogni dettaglio utilizzando e gestendo la luce nei suoi elementi: tonalità, apertura del fascio, direzione del fascio e potenza. Aspetti astratti e non facilmente comprensibili se non con esempi concreti: non mi riferisco alla “forma” della lampada, al suo aspetto esteriore, ma alla luce che viene generata.

Il progetto che vi presentiamo è stato sviluppato seguendo ognuno dei concetti esposti: la complessità di un progetto di architettura e di interni (due aspetti che sviluppiamo sempre contemporaneamente) sta proprio nel mantenere in equilibrio tutti questi elementi. L’occhio umano è in grado di percepire immediatamente questo equilibrio che genera piacere estetico e senso di benessere.

Progetto

Andrea Pascucci

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