Open Ticket per Penelope

Quando Nessuno ti puo’ giudicare

Paola OttavianiBy Paola Ottaviani|In Essere|7 Minuti

Cara Penelope ,
ho saputo che tuo marito e’ tornato a casa e state bene . Mi fa piacere. Si e’ parlato molto di lui , hanno addirittura scritto un poema . L’ho letto sul mio Kindle , iniziava così :
“Narrami o musa dell’ uomo versatile e scaltro”.

Niente male , caspita.
Diceva proprio così , versatile e scaltro . E proseguiva con una profusione di elogi per lui: coraggioso, astuto, addirittura prodigioso. Parlava proprio di tutte le sue avventure, perfino delle sue scappatelle con varie ragazze di cui lui si fregiava beato .
Ho letto della sua esigenza di esplorare il mondo. Un bel giorno ha capito che casa vostra era troppo stretta per lui, ti ha convinta che aveva tutte le sue buonissime ragioni, che c’era una questione non da poco da risolvere, e si e’ imbarcato. Mica scemo.

Tu sei rimasta a casa invece e hai deciso di aspettarlo. Non saprei se hai proprio deciso di testa tua o hanno finito per pesare un filo gli insegnamenti con cui sei stata educata. Diciamo che l’ hai aspettato punto e basta.

Non era un dovere aspettarlo, casomai una scelta.

E le scelte si fanno in libertà.

Per cui mi perdonerai se sono un po’ scettica. Chissà se anche tu avevi voglia di fare qualcosa , se avevi dei progetti, se gliene hai mai parlato. Però in famiglia avete deciso di dare priorità ai suoi di progetti. Per carità, a volte l’amore é anche questo. Purché’ le ambizioni dell’ uno non ricadano come un macigno sull’ altro.

Però qualcosa non mi torna.
Nel libro si parla di te cosi’, di tanto in tanto. Il tuo valore viene riconosciuto nella misura in cui hai sostenuto tuo marito e lo hai aspettato senza avanzare pretese. Il tuo eroismo consisterebbe nel non aver tradito la solida morale patriarcale cara agli dei .
Ecco cara, ti confesso che cosi’ a naso mi pare una stampa un tantino di parte .
A me risulta che se la vostra casa regnante e’ salva e’ perché’ per venti anni hai fatto le quattro di mattina disfacendo la tua tela. Con i pochi, pochissimi mezzi a tua disposizione hai comunque trovato una soluzione e gestito un colpo di stato lungo due decenni . Eppure niente, qualche riga. E tu li, con la paura di deludere tutti.
Brutta storia quella delle aspettative degli altri .

Certo da qui e’ facile parlare , ma nelle situazioni bisogna trovarcisi. Un conto sono le cose che ci succedono ed un altro e’ come ci sentiamo dentro . Magari spaventati o paralizzati. Per questo non possiamo giudicarti per essere rimasta ad aspettare.

Ma sai Penelope, non avremmo potuto giudicarti nemmeno se non ce l'avessi fatta. Non avremmo potuto giudicarti se te ne fossi andata il giorno stesso maledicendo Ulisse .

Ma sai Penelope, non avremmo potuto giudicarti nemmeno se non ce l’avessi fatta. Non avremmo potuto giudicarti se te ne fossi andata il giorno stesso maledicendo Ulisse . Non avremmo potuto giudicarti se avessi provato a mandare avanti tutto e poi avessi lasciato le chiavi agli invasori, tornando dai tuoi. Non avremmo potuto giudicarti se qualche sera fossi uscita a cena con i Proci e poi ne avessi fatto salire uno in camera tua.
Per ricordarti che anche tu meriti carezze e tutto quello che c’e’ dopo.

Del resto il non essere giudicati per la sessualità esuberante e’ un privilegio del quale tuo marito ha goduto più e più volte.
Perciò , ora che hai risolto quella questioncina dinastica sul trono della tua isola , direi che puoi finalmente dedicarti a te stessa e riprendere in mano la tua vita.
Hai passato troppi giorni a non scoprire, non prendere , non diventare, a rubacchiare la vita. Come in apnea, in nome di regole e codici ben precisi, che non credo ti rispecchiassero. Hai accettato la remissività che ti e’ stata insegnata. Insomma diciamocelo cara …senza offesa … ti hanno dato proprio una bella fregatura.
Ma ora pensa a te . Non ti capiranno subito ma presto si abitueranno.
Iscriviti a quel corso di ceramica attica e manda un curriculum ai migliori tessitori locali e perché no , lancia un tuo brand di tessuti. Apriti un conto in banca e trovarti una casetta meno affollata dove mettere un letto nuovo comprato a rate col tuo stipendio.
Magari non sara’ costruito con legno d’ ulivo secolare, ma sarebbe il TUO letto.

Apriti al mondo e a tutto quello che ti puo’ dare. Divampa.

Naviga tutti i mari che vuoi, soprattutto quelli dentro te stessa.

Vendi la tua tela su Etsy e comprati un open ticket. Vai a vedere quel posto che sognavi da tempo. Non devi lasciare la casa in perfetto ordine ne’ l’arrosto in frigo per gli altri …Vai e basta, non sentirti in colpa. Ma fallo solo se ti va , se lo vuoi, non per rivalsa.
Io seguirò il tuo viaggio sui social e per l’amor di Dio non affidare la tua storia allo stesso ghost writer di tuo marito .
Divertiti, cara Penelope.
In fondo non devi dimostrare niente a Nessuno. Mandaci una bella cartolina, anzi un selfie.

Facci vedere che bel sorriso ha una donna versatile e scaltra .

Per ricordarti che anche tu meriti carezze e tutto quello che c’e’ dopo.

Illustrazioni di Penelope Dullaghan

Redazione


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06034 Foligno
Perugia – Italia

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