
E Baboucar guidava la fila
di Giovanni Dozzini
Racconta le vicissitudini di 4 ventenni, quattro richiedenti asilo, che si svolgono in 48 ore. Una storia semplicissima, quattro ragazzi che decidono di prendere un treno da Perugia per andare a Falconara semplicemente per trascorrere una giornata al mare, si rivela irta di imprevisti e avventure. Con una prosa leggera, veloce, mai banale, Dozzini ci racconta che ciò che è normale e pure scontato per noi non lo è per chi viene da lontano, ha sostenuto un viaggio pericoloso attraverso il deserto e il Mediterraneo, per chi è in attesa di un documento. Una storia di due giorni dove un viaggio breve, nel quale il mare non è visto più come pericolo ma come una destinazione in grado di regalare un momento di felicità, tra incontri con persone più o meno aperte, dove gli imprevisti sono carichi di tensione e la serenità veloce si incrina; dove anche il tifo durante la finale degli Europei di calcio sono l’occasione per evidenziare alcuni tra i pregiudizi più forti della nostra società, le nostre paure e diffidenze. Un libro sulla libertà, quella di cercare una normalità che rimane interdetta per troppe persone.
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