
Ali e Radici
In bilico sulla barca dell’ amore per se stessi
Ogni giorno aprendo i social ci troviamo davanti ad una serie di motti e aforismi . Alcuni sono molto carini . Altri si propongono di aprirci la mente con zuccherose vignette impreziosite da cuoricini . Il che per quanto mi riguarda ottiene il solo effetto di farmi riscoprire una certa vicinanza a MR Burns.
Fra tutte le quotes spopola incontrastata lei , la perla fra le perle , il Santo Graal degli insegnamenti di vita : Amati ! Impara a volerti bene !
Beh ma…è geniale ! Nessun essere umano normalmente sensiente riuscirebbe ad auspicarlo da solo ! Ecco perché la mia vita mia piaceva quanto l’ ultimo libro di Bruno Vespa , non mi volevo bene ! E ora che lo so , come si fa , da dove inizio ? Questo particolare lo avete omesso .Furbetti .
Già perché è un po’ lungo da spiegare in una vignetta , ma prendersi cura di se e’ molto di piu’ che comprarsi fiori freschi e accendere candele in bagno.
Amare se stessi significa assumersi la responsabilità della propria vita pratica , fisica ed emotiva.
E’ occuparsi attivamente di se in prima persona sollevando gli altri dalle responsabilità di cu li abbiamo investiti . E’ risolvere i nostri dolori , senza aspettarci che lo facciano le nostre relazioni . E’ una di quelle cose che si danno per scontate, come respirare . Invece io avrei gradito molto che qualcuno me lo avesse spiegato .
Quindi, in mancanza di mentori , la vita mi ha portato a svolgere una mia personale indagine . E fra un discreto ammontare di disastri e qualche gioia e’ andata così .
Ho capito che ci sono le classiche due notizie : quella buona e quella cattiva . La cattiva e’ che e’ più facile fare l’ angelo per Victoria Secret. La buona e’ che se ti prendi questo impegno con te stessa inizierai finalmente a vivere . Non e’ qualcosa che arriva dall’ esterno , e’ un lavoro costante che devi svolgere tu . Pero’ non siamo soli : possiamo avvalerci di una cassetta degli attrezzi piena di strumenti , basta trovare ciascuno i propri . Sono tutti un po’ complicati la prima volta , ma solo perché’ sono nuovi . Poi si fila dritti come treni .Tutto sta a testarli mettendoli in pratica almeno una volta , poi non si lasciano più . Facciamo cosi’ , intanto vi racconto alcuni dei miei. Comincio.
Isolare il vittimismo.

Quella del “perché’ e’ successo a me “ e’ una prigione senza possibilità di crescita . E’ un loop che ci blocca nel passato e che farà di tutto per ricondurti sempre alla persona che eri un tempo. Ti farà vedere solo le opportunità che non hai avuto e l’ ingiustizia delle tua sofferenze . Ma oltre alle radici possiamo scegliere di darci ali ed uscire dalla gabbia. Perciò inizia a pensare a te stessa come una che nonostante tutto ce la sta già facendo . Ripetitelo quando ti sorprendi a lamentarti per qualcosa : “ ce la sto gia’ facendo “. Ditti che tu ci sei per te , che puoi contare su di te . Si dice che la vita non e’ fatta di cio’ che ti capita ma di come sceglierai consapevolmente di rispondere . E’ così. Ma non e’ automatico . Quindi allenati a riconoscere il pensiero dannoso , isolalo e sostituiscilo intenzionalmente.
Ironia.

Accetta la parte meno dorata di te. C’è. Anche tu sudi . Anche tu invidi . Anche tu hai fantasie di vendetta . Anche tu ferisci chi ami e lasci il dentifricio nel lavandino . Il punto e’ ….e quindi !? Quando ti sorprendi ad essere diversa dall’idea che credi di dover dare …divertiti , parla a te stessa come fossi un amica , anche ad alta voce. L’ ironia e’ uno strumento potentissimo anche con gli altri. Se non accompagnato da polemica o sarcasmo puo’ troncare una discussione sul nascere ,risolvere un problema a lavoro , smorzare la tua ansia , ridimensionare il senso di insufficienza. Tienila sempre in tasca.
Scegliersi.

Se fai silenzio , spegni le voci di quello che ti e’ stato insegnato , del parere dei tuoi familiari e non ti giudichi riuscirai ad ascoltare la tua vera voce . La maggior parte di noi si concentra su come vorrebbe che fosse la propria vita . Cambia modalità e ascolta piuttosto come vorresti sentirti , qual’e’ la sensazione che vorresti provare tutti i giorni , il mood che ti fa sentire autentica . Fissa questa sensazione e poi muoviti nella vita di ogni giorno incarnandola . Se pensi , vivi e agisci concentrato su questa sensazione le cose che fanno per te avverranno spontaneamente .
Attivàti.

Lo strumento che trovo più difficile e più utile di tutti . Attivati significa fare quella telefonata in cui sai che ti si strozzerà la voce . Attivati significa non delegare per paura , ma vivere in prima persona. Significa iscriversi a quel corso anche se non hai piu’ 20 anni , portare avanti il tuo progetto. Attivati significa fai il primo passo verso una persona , fare un’esperienza piuttosto che guardare la tv . Attivati significa provarci consapevolmente, non buttarsi a caso . Alcune volte andra’ bene , altre meno .Sai già che capiterà e che e’ normale .La risposta degli altri non dipende sempre da te .Vorrà’ dire che ti attiverai diversamente. Arriveranno i “se” e i “ma” a cercare di sabotarti .
Tu non ci cascare , datti sempre un’ opportunità.
Tutto facile da dire , molto meno facile da mettere in atto . Specialmente mentre stai vivendo il problema e l’animo non ha, come dire… una predisposizione all’ impegno .Pero’ e’ esattamente questo l’ istante in cui devi cercare di sperimentare .In questo sta il cambiamento ! L’ intenzione non basta a cambiare le cose , e’ necessario praticare . Il che richiede coraggio. Non c’e’ nessuna pillola rossa da prendere ,ed è anche meglio così . Perché’ dopo i primi risultati in cui il tuo lavoro , e non una scorciatoia , portera’ benefici capirai quanto puoi fidarti di te . Inizierai a vedere le cose in modo diverso e ti sentirai libera . Insomma , inizierai ad amarti .
Come vi dicevo , ho capito questo.
la vita si crea dall'intenzione non dalla paura.
Per adesso qualche attimo di felicità coi miei strumenti l’ho costruito. Ci provo tutti i giorni , o quasi.
A volte mi riesce . Altre no .
Perche’ infondo siamo tutti work in progress e siamo tutti sulla stessa barca.
E spesso non e’ uno yacht .


