Scegliere di cambiare rotta

Il Kro

Leggere il futuro, affidarsi alle stelle o a metodi divinatori è una pratica che risale a tempi antichissimi. Infatti, quando si parla di tarocchi, spesso si associa subito quest’arte alla lettura del proprio futuro. Ma come si concilia questa credenza al libero arbitrio, alla libertà personale?

Il futuro è una tela bianca che dipingiamo giorno dopo giorno, scelta dopo scelta, azione dopo azione.

Abbiamo sempre la possibilità di agire su noi stessi e le carte possono aiutarci durante il nostro percorso: i tarocchi, infatti, sono un grande aiuto intuitivo, che ci permette di essere creatori della nostra vita in modo libero e consapevole. Come? Aiutandoci a guardarci dentro per comprenderci meglio, e ad osservare il mondo che ci circonda con la mente aperta e ricettiva.

Secondo Jodorowsky i tarocchi sono un ottimo strumento intuitivo per aiutarci a leggere il presente, chiedere consigli e acquisire consapevolezza. Gli arcani possono mostrarci cosa accadrà se continuiamo a comportarci in un certo modo, ma possiamo sempre cambiare rotta, decidere per noi stessi, cercando di comprendere al meglio la situazione che abbiamo davanti.

Analizzare il presente, quindi, è importante per mettere in luce aspetti della nostra vita che sono nascosti, per metterci in connessione con noi stessi, con il nostro intuito, con la parte di noi che sa cosa è giusto, che ci lancia messaggi, che ci fa percepire cose a livello sottile: la nostra saggezza interiore. L’intuito non è una qualità di pochi: tutti abbiamo la possibilità di ascoltare la nostra voce. Magari non abbiamo pratica, non siamo abituati perché abbiamo smesso di ascoltarci o siamo bloccati, o non abbiamo fiducia in noi. Ecco allora i tarocchi come strumento che permette alla mente di vagare su simboli e significati che parlano direttamente alla nostra anima e alla nostra mente non razionale, quella che vuole tenere tutto sotto controllo!

Per iniziare questa “conversazione con noi stessi”, suggerisco un “gioco” divinatorio molto semplice, preso dal libro “I tarocchi” di Oscar Wirth. Posta una domanda, il responso è fornito da quattro arcani estratti dal proprio mazzo di tarocchi.

  • In un’atmosfera rilassata e tranquilla, si mescolano gli arcani, si taglia il mazzo e si scopre l’ultima carta in cima: il primo arcano uscito è considerato come affermativo e corrisponde a tutto quello che è “pro”, favorevole alla situazione.
  • Mescolando e tagliando di nuovo il mazzo, il secondo arcano è negativo e rappresenta tutto ciò che è “contro” alla situazione riguardante la nostra domanda.
  • Il terzo arcano è il “giudice”, che discute le cause che ci hanno portato alla situazione attuale.
  • La “sentenza” è il consiglio finale, quello che le carte ci suggeriscono.
  • Un quinto arcano ha il compito di sintetizzare tutta la lettura fatta, e il responso dipende dai 4 arcani usciti. Infatti, si calcola addizionando i numeri delle carte uscite in precedenza (il “Matto”, che non ha numero, conta per 22). Le cifre degli arcani usciti vengono addizionati fino ad ottenere un numero pari o inferiore a 22.

I quattro arcani usciti e la loro sintesi costituiscono la risposta dei Tarocchi alla domanda posta. Questo è un metodo utile per indagare gli aspetti della situazione presente e parlare direttamente al nostro inconscio. E’ come se fosse un’istantanea della situazione attuale.

Se riusciamo ad essere un canale aperto, i messaggi arriveranno da noi direttamente dalla nostra anima.

Redazione


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