
Shooz: la suola con la scarpa intorno!
Intervista a Edoardo Iannuzzi direttore creativo di ACBC, l’innovativa startup made in Italy che sta rivoluzionando il mondo della calzatura. E lo sta rendendo sostenibile.
Raggiungo Edoardo Iannuzzi telefonicamente.
Ho letto qualcosa in rete su di lui e sull’innovoativo progetto di una scarpa riciclabile e la cosa mi ha incuriosita, non foss’altro per scoprire e raccontare una storia diversa da quella delle solite collezioniste di scarpe professioniste e così l’ho “agganciato” su Instagram.
Benchè pluripremiato e presente sulle più importanti riviste di settore, Edoardo si è reso subito disponibile a fare una chiacchierata con me e a raccontarmi il visionario progetto che lui ed il suo socio, Giò Giacobbe, hanno ideato qualche anno fa.
E’ mattina presto ma la sua voce già sprizza energia ed entusiasmo. E come non capirlo: le sue “suole con la scarpa intorno” stanno facendo il giro del mondo, se le contendono stilisti e case di moda, le trovi ai piedi di attori americani famosi e quello che più conta stanno dimostrando che la sostenibilità è possibile anche nel settore più consumistico e consumato del mercato: la calzatura!
Shooz, la prima scarpa customizzabile al mondo, nasce dall’intuizione di due giovani cervelli in fuga fortunatamente rientrati in Italia con il loro ricco bagaglio di esperienza e creatività: Edoardo Iannuzzi, romano di nascita, londinese di adozione, industrial e fashion designer e Gio Giacobbe, sanremese, curriculum da top manager nella top 100 della rivista statunitense Forbes. Insieme oggi guidano la startup di successo mondiale ACBC rispettivamente come direttore creativo e CEO e stanno ottenendo plausi e riconoscimenti internazionali per l’innovazione e la sostenibilità del loro marchio e dei loro prodotti.

La domanda è di rito: come nasce l’idea di una scarpa “componibile”?
L’idea originale è nata da un’esigenza pratica, un problema di spazio…Sia io che Giò all’epoca eravamo costantemente in viaggio per lavoro: solo Giò in 10 mesi aveva preso quasi 150 voli! Ogni volta avevamo la necessità di portare dietro cambi per diverse occasioni: lavoro, sport, serate…e le scarpe, si sa, sono le cose più ingombranti da portare in valigia!
Così nasce Shooz, la scarpa Made In Italy che si compone.…
Si, il primo progetto, Veeshoo, nasce nel 2015, era una sneaker che diventava bidimensionale e che quindi occupava meno spazio in valigia. Ma con Shooz abbiamo fatto di più: suola e tomaia sono unite da una zip che permette una chiusura simile a quella di una giacca a vento. Il vantaggio delle Shooz è quello di occupare in valigia lo spazio di una T-shirt, ottimizzando la gestione dello spazio, senza rinunciare allo stile e alla creatività: sono state sviluppati oltre 30 design di skins con materiali della migliore qualità, con l’obiettivo di creare una scarpa resistente, dallo stile unico ed originale.
Nel 2017 vede la luce la startup ACBC. Cosa significa l’acronimo ACBC?
Anything Can Be Change! (ogni cosa può cambiare ndr) Con Shooz, basta una suola per cominciare a creare un numero infinito di nuove combinazioni…ma in fondo, la nostra, è anche una filosofia di vita che si lega anche alla sostenibilità, un tema che ci sta molto a cuore. Ogni cosa può cambiare se lo vogliamo!
In che modo ACBC è un’azienda sostenibile?
Fin dalla sua origine Acbc ha affrontato i temi della sostenibilità e della salvaguardia ambientale con un approccio innovativo, garantendo alti livelli di expertise e di qualità. Ciò ha fatto sì che diventassimo la prima azienda italiana di calzature ufficialmente certificata B Corp.
Il fatto di poter utilizzare un ridotto numero di suole e di avere sempre scarpe diverse grazie alle tante skin, genera un impatto positivo sull’ambiente, in quanto nell’industria calzaturificia, la produzione delle suole è il processo che causa la maggior produzione di C02.
Potendo utilizzare una sola suola per montare tomaie adatte alle diverse occasioni, si evita inoltre di acquistare un paio di scarpe nuove ogni volta.
Fin dalla prima collezione Acbc ha adottato inoltre criteri animal free e bio-based facendo uso di materiali riciclati, tra cui scarti biologici e bottigliette di plastica riutilizzate.
Ora siamo in grado anche di riciclare il materiale di scarto: con la gomma in avanzo abbiamo realizzato i pavimenti di alcuni nostri store ed è in progetto anche la realizzazione del pavimento di alcuni parchi giochi per bambini. Inoltre cerchiamo di garantire sostenibile l’intera filiera produttiva e distributiva: dalla scelta dei fornitori all’utilizzo di mezzi alternativi alle “quattro gomme” per la distribuzione dei nostri prodotti.
Come è arrivato il successo globale?
Devo ammetterlo, all’inizio è stata una vera e propria “botta di fortuna”! (fortuna non è esattamente il termine che mi restituisce Edoardo, ma ci siamo capiti!) Abbiamo realizzato un video illustrativo che spiegava il funzionamento della nostra scarpa e nel giro di pochissimi giorni abbiamo raggiunto più di 50 milioni di visualizzazioni! Da lì sono arrivati oltre 2500 clienti da tutto il mondo (Cina e Stati Uniti prevalentemente), abbiamo iniziato ad aprire i primi store monomarca e sono iniziati i primi riconoscimenti internazionali (ultimo in termini temporali, ma non ultimo, c’è da scommetterci, il premio come miglior azienda sostenibile alla Montecarlo Fashion Week 2021 ndr.)
L’Italia è un paese ancora è più sensibile al marchio che alla sostenibilità, come avete risolto il “problema”?
Avendo lavorato nel settore del fashion sia io che Giò lo sappiamo bene! Ma anche il mondo della moda sta cambiando e si sta facendo attento al problema del futuro e della sostenibilità: abbiamo attive alcune collaborazioni con marchi internazionali come Moschino e Armani che hanno condiviso con noi il loro know-how su materiali e tecnologie sostenibili per ridurre l’impatto ambientale proveniente dalla produzione di scarpe nel mondo. Nel 2020 sono nate altre collaborazioni con brand come Philippe Model e Save The Duck sfociate in una serie di capsule collection. E non finisce qui…
Sento delle voci di bimbe in sottofondo, capisco che è ora che lasci Edoardo al suo impegno più importante, quello di giovanissimo, creativo e brillante papà! Mi concedo solo un’ultima domanda: Edoardo, la sostenibilità è la strada per il futuro?
Non ha dubbi:
E’ l’unica strada.
NOTE BIOGRAFICHE
Edoardo Iannuzzi, laureato in Disegno Industriale al Politecnico di Milano, ha iniziato la sua carriera come stagista negli studi di design di Denis Santachiara a Milano e karim Rashid a New York, nel 2011 ha brevettato un sistema di chiusura per calzature da viaggio e inizia la sua prima avventura imprenditoriale utilizzando il marchio Veeshoo, grazie a fondi provenienti da finanziatori privati. Nel 2012 gli è stato assegnato il Vogue Accessory Award un riconoscimento dedicato al talento, all’innovazione e alla creatività nel design della calzatura. Nel 2014 ha iniziato l’attività di consulente in fashion branding e design per il gruppo K-Leonelin e per Mandarina Duck in Corea del Sud. Nel 2015, ha registrato il suo secondo brevetto, ovvero Shooz e fonda ACBC insieme a Giò Giacobbe, laurea in economia aziendale alla Bocconi e all’università di Maastricht, master alla Cattolica di Milano.Giacobbe ha lavorato per Basf, Acer, Tommy Hilfiger, Peuterey. Da Lugano, a Berlino, a Shangai. Nato a Sanremo, sulla riviera ligure, a meno di 30 anni diventa direttore generale delle filiali di Cina, Hong Kong e Giappone del marchio italiano del lusso Trussardi.




