Coppie fantastiche e dove trovarle

C’è una cosa che accomuna tutti i cartoni animati, anime o fumetti che avete visto o letto, un nucleo fondante alla base delle loro storie, della loro sceneggiatura: la coppia. Declinata in vario modo, dal duo inscindibile e spesso comico al grande amore.

C’è una cosa che accomuna tutti i cartoni animati, anime o fumetti che avete visto o letto, un nucleo fondante alla base delle loro storie, della loro sceneggiatura: la coppia. Declinata in vario modo, dal duo inscindibile e spesso comico al grande amore.

Ebbene sì, se molti di voi ritengono che la propria vita sarà un insensato e poco interessante succedersi di eventi fino all’incontro del compagno perfetto sappiate che avete qualcosa in comune con molti cartoni animati.

Scommetto che in questo momento, nella vostra testa, si stanno srotolando metri e metri di pellicole Disney. Sono molti, in effetti, gli esempi di coppie favolose, divertenti, spumeggianti che con le loro disavventure hanno alimentato la trama di tutti i cartoni che, senza questi straordinari protagonisti, sarebbero stati un po’ meno animati.

Quelle che ho sempre trovato più interessanti, però, non sono le coppie “sentimentali”, bensì quelle  che nella struttura letteraria della fiaba comparirebbero con un nome e un ruolo specifico, quello di “aiutanti” dell’eroe. Mi riferisco agli esilaranti duetti di personaggi come Lumière e Tockins  in “La Bella e La Bestia” o Pumbaa e Timon in “Il Re Leone”, che poi sono lo specchio di coppie con connotazioni negative, antagonistiche, per quanto comiche, come quelle formate da Pena e Panico in “Hercules” o da Jafar e Jago in “Aladdin”. Il classico duo Disney è quasi sempre composto da un soggetto magro e arguto e da uno paffuto e bonario; sono complici e, allo stesso tempo, in una (non sempre) sottile forma di competizione. Ricoprono ruoli di fondamentale importanza – nonostante siano spesso in secondo piano – per la buona riuscita della storia, perché nel bene o nel male, è sempre grazie a loro se l’eroe giunge vittorioso alla fine del suo viaggio, sia che lo aiutino nella sua impresa, sia che falliscano nell’ostacolarlo.

Certo, parlando di coppie, non si può non inciampare in storie d’amore che in qualche modo hanno avuto un impatto sul nostro immaginario, rendendo – e questa è una considerazione strettamente personale – la nostra vita reale piuttosto grama, tanto da farti pensare che “se la felicità è dietro l’angolo, la mia vita è un cerchio”. Parole del saggio Charlie Brown, altro membro di una celebre, indimenticabile coppia. La mia coppia preferita, però – senza nulla togliere al legame tutto speciale tra un pre-adolescente brillante e depresso con cognizione di causa e un cane dalla saggezza oracolare –  sono Linus e la sua coperta. Come si può non adorare chi afferma che “Solo un metro scarso di flanella sta tra me e un esaurimento nervoso”.

Ecco, il patologico rapporto di dipendenza affettiva di Linus con una coperta è una cosa che, secondo me,  puoi veramente comprendere solo quando superi i trenta e sei ancora single. Età, stato mentale e di famiglia in cui consiglierei di vedere, per chi non lo avesse già fatto, “Chi ha incastrato Roger Rabbit”, opera cinematografica ibrida in cui realtà e animazione convivono magistralmente e in cui due dei protagonisti rappresentano una delle coppie più geniali nella storia dell’animazione: l’esuberante attore comico Roger Rabbit e la conturbante, rossofuoco, Jessica Rabbit. Questa coppia rivoluziona completamente il concetto di “anime gemelle” in salsa Disney a cui siamo sempre stati abituati. Prima di tutto, tra i due personaggi c’è un’evidente, se non esplicita, attrazione sessuale. Jessica Rabbit è una donna sensuale e pur essendo una donna cartoon, non sente l’esigenza di nascondere il suo prosperoso seno in un casto corpetto da principessa. Se deve esprimere la sua opinione o il suo sentire rispetto a qualcosa, non sente l’esigenza di cantare in falsetto. È in grado di impugnare e usare una pistola e ha un discreto senso dell’umorismo – quando l’agente Valiant le chiede perché una donna del suo calibro stia con uno come Roger, lei risponde “perché mi fa ridere”. E Roger Rabbit è un coniglio con pulsioni e sentimenti – tipo la gelosia – molto umani. Una coppia immersa nella salamoia di una vicenda ironica e cupa, due consorti molto più vicini, come coppia, al nostro sentire comune, autentici, con le loro piccole meschinità e debolezze e con uno spessore non comune nei copioni dei film d’animazione.

A proposito di coppie di animazione non convenzionali, tutti coloro che, come me, sono cresciuti negli anni novanta e hanno trascorso molteplici pomeriggi a guardare trasposizioni televisive di anime giapponesi, forse ricorderanno l’ambiguo rapporto tra Sailor Urano e Sailor Neptuno, guerriere – forse non a caso – del “Sistema solare esterno”. Ecco, nella versione italiana del cartone, questo rapporto è rimasto ambiguo nel corso di tutta la serie. Nella versione originale, invece, il rapporto tra le due Sailor è esplicitamente omosessuale – io lo so con certezza perché ero abbastanza nerd da leggere i manga. Sailor Urano, con il suo aspetto androgino e i suoi modi “maschili” portava sullo schermo il tema dell’identità di genere ed era, forse, una missione ben più importante di difendere i confini del regno della Luna. Con la sua compagna Sailor Neptuno – di contro, estremamente femminile – dava vita a una delle unioni più interessanti mai viste su uno schermo alle quattro del pomeriggio, resa ancora più affascinante dal contesto fantastico in cui le due guerriere vivevano e agivano.

Le serie animate, quando affrontano i rapporti di coppia, hanno un grande vantaggio: hanno a disposizione tutto il tempo per approfondire e svelare la vera natura di questi rapporti. La coppia di cartoni non Mediaset che ho amato di più, in virtù proprio di questa possibilità narrativa, era quella composta da Ranma e Akane in “Ranma ½”. Ranma, giovane sedicenne immaturo ed esperto di arti marziali, di per sé, è già un personaggio che rappresenta una coppia: quando viene bagnato dall’acqua, diventa una donna, a causa di una maledizione. La sua doppia personalità è la metafora del dissidio interiore che spesso gli adolescenti vivono, un combattimento – non a caso i protagonisti praticano le arti marziali –  occasionalmente vissuto anche con la propria sessualità. Ranma, in giapponese, significherebbe infatti “confusione”, il che rende tutto molto più intrigante. Il rapporto d’amore tra Ranma e Akane, altra protagonista, è spesso conflittuale, pregno di tensione sessuale e fisica, complicato, che ha tutto il tempo della serie per svilupparsi ed è proprio la sua conflittualità e complessità che lo rende interessante. Di nuovo, più vicino al vissuto dei comuni mortali.

“Mortali,” questa è una condizione che riguarda solo noi spettatori. Loro, invece, le coppie straordinarie, la cui linfa vitale è una buona dose di grafite o di pixel e l’ingegno dei loro creatori, sono immortali. Chissà quali infinite possibilità hanno ancora i loro rapporti.

Articoli Correlati

Redazione


Via Benedetto Cairoli, 38,
06034 Foligno
Perugia – Italia

Privacy Policy


Privacy Policy
Cookie Policy
Termini e Condizioni

Scrivici


Per informazioni, suggerimenti,
segnalazioni e pubblicità

Redazione
+39.0742.344509
+39.331.1872029
+39.320.1427598
info@caffemodarinaldimagazine.com

Comunicazione & Marketing
STUDIO m_a_g_d_a
benedetto cairoli 38
06034 foligno (pg) italia