
I Gemelli del Gol Il calcio, il gioco più bello del mondo
Cosa spinge un bambino a tirare i primi calci ad un pallone? Cosa porta la gente ad andare allo stadio e a pagare un biglietto (spesso anche molto salato)? Cos'è che fa tifare per la propria squadra del cuore in maniera viscerale?
La risposta è sempre la stessa: la passione per il gioco più bello del mondo, il calcio.
In Italia, oramai da generazioni, è lo sport più amato, più seguito e più giocato. Cosa suscita, però, in un tifoso le emozioni più grandi? Cosa gli fa spellare le mani dagli applausi o stropicciare gli occhi per lo stupore? Anche qui la risposta è facile: le grandi giocate, che spesso e volentieri si tramutano in gol.
Come nelle band, in cui la gente tende quasi sempre ad affezionarsi al frontman, anche nel calcio, gioco di squadra per eccellenza, i tifosi si innamorano delle individualità, di coloro che fanno la differenza, di chi riesce a lasciare tutti a bocca aperta con una grande giocata.
Le fortune delle grandi squadre, infatti, le hanno fatte spesso e volentieri le grandi coppie di attaccanti titolari, le famose “coppie gol”. Potremmo ricordarne innumerevoli, anche solo restando nell’ambito delle squadre italiane: da quelle juventine di Charles-Sivori, Platini-Boniek, Del Piero-Trezeguet, a quelle milaniste Gullit-Van Basten e Shevchenko-Inzaghi, passando per le interiste Ronaldo-Vieri e Milito-Eto’ o la napoletana Maradona-Careca, la romanista Totti-Batistuta o la torinista Graziani-Pulici.
Eppure c’è una coppia che più di tutte è rimasta nel cuore, non solo di tutti i tifosi della loro squadra, ma di tutti gli sportivi italiani: quella formata da Roberto Mancini e Gianluca Vialli, che portò la Sampdoria, squadra non certo di prima fascia, sul tetto d’Italia e, quasi, d’Europa.
Se i due sono passati alla storia del calcio italiano con il nomignolo di “Gemelli del Gol”, qualcosa vorrà pur dire, no? I due cannonieri della Samp-
doria scudettata, gli eroi immortali di Marassi. Il “Mancio” col suo ciuffo e le sue movenze da fantasista a inventare, Vialli con il suo fiuto per il gol a finalizzare: la coppia blucerchiata è stata una di quelle più affiatate mai viste in Italia. I due hanno condiviso 8 indimenticabili stagioni alla Sampdoria, tra il 1984 e il 1992, e occupano tuttora i primi due posti nella classifica dei migliori marcatori della storia del club.
Il primo dei due ad arrivare tra le fila doriane nel 1982 fu l’appena diciottenne Roberto, marchigiano di Jesi, con le ossa forgiate da adolescente nel Bologna, raggiunto due anni dopo dal cremonese Gianluca, classe ‘64 come il suo compagno, a lui pienamente complementare nel tandem d’attacco: tra i due nacque fin da subito un grosso feeling, in campo e fuori, che si tramutò in una vera e propria caterva di gol, oltre che di belle giocate. E, si sa, gol e bel gioco portano vittorie e quindi risultati, quelli tanto sognati non solo dai tifosi, ma anche dalla nuova società, che, con a capo l’imprenditore romano Paolo Mantovani, aveva rilevato la Sampdoria dalle Serie B solo pochi anni prima, con l’intento e la speranza di scriverne pagine memorabili.
La prima stagione insieme fu suggellata dalla vittoria del primo trofeo della storia del club, la Coppa Italia, conquistata a spese del Milan, con i “gemelli” andati entrambi in gol: fu solo il primo di vari successi. Dopo una stagione non all’altezza di quella che aveva portato alla vittoria della coppa nazionale, Mantovani scelse un nuovo allenatore, Vujadin Boskov, tecnico di caratura europea già alla guida di grandi squadre come il Real Madrid. Con lui al comando, i blucerchiati ottennero altre due vittorie consecutive in Coppa Italia, nel 1987/88 e nel 1988/89, anno in cui arrivarono anche in finale della Coppa delle Coppe, arrendendosi solo al Barcellona. Per alzare però questo trofeo europeo dovettero attendere solo dodici mesi, quando, grazie a una doppietta di Vialli, servito sul secondo gol da Mancini, sconfissero l’Anderlecht ai supplementari per 2-0.
La stagione 1990/91 fu quella che consegnerà alla Sampdoria il primo e unico scudetto della sua storia, contro ogni pronostico, battendo squadre molto più attrezzate come il Napoli di Maradona, il Milan degli olandesi e l’Inter di Matthäus. Vialli vinse anche la classifica dei marcatori, con 19 reti; Mancini si fermò solo, si fa per dire, a 12.
L’anno dopo il mirino della squadra blucerchiata fu puntato verso l’Europa, verso la Coppa dei Campioni, il massimo trofeo continentale: da autentica Cenerentola della manifestazione, la Sampdoria stupì tutti con una cavalcata inarrestabile, battendo anche i campioni in carica della Stella Rossa di Belgrado in semifinale e arrivando dunque a giocarsi la finalissima, ancora una volta contro il Barcellona, che mise fine ai sogni di gloria sampdoriani, vincendo ai supplementari per 1-0.
Fu quello l’ultimo atto, seppur triste, di una delle più belle pagine che il calcio italiano abbia saputo regalarci: dopo quella partita, infatti, Vialli lasciò la Sampdoria per approdare alla Juventus (squadra con cui tre anni dopo riuscì a vincere il tanto ambito trofeo, nel frattempo trasformatosi in Champions League); anche Boskov lasciò la compagnia, mentre Mancini rimase e fece ancora in tempo a vincere un’altra Coppa Italia nel 1993/94, ma purtroppo senza che il presidente Mantovani potesse festeggiare con lui, poiché scomparso poco tempo prima.
Con questo successo si chiuse l’epoca d’oro della Sampdoria, mai più capace di vincere un titolo.
I “Gemelli del Gol”, quelli che hanno fatto sognare la Genova blucerchiata ed entusiasmare tutti gli sportivi italiani in Europa, sono ancora oggi nel cuore di tutti, per motivi differenti: Mancini è il C.T. della Nazionale Italiana, pronto a farci emozionare alla guida degli azzurri nei prossimi campionati europei, Vialli è stato nominato capo delegazione della stessa nazionale, ricongiungendo simbolicamente la coppia-gol. Lo stesso Gianluca, proprio in questi mesi, ha commosso l’opinione pubblica raccontando, in un libro da poco pubblicato, la sua personale battaglia contro il cancro: siamo certi saprà vincere anche quest’altra partita!siamo certi saprà vincere anche quest’altra partita!
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