Impossibili da spiegare, le opere dell’artista britannico David Shrigley vanno osservate, comprese, analizzate e godute.
Nato nel 1968 Macclesfield, nel Cheshire, contea del Regno Unito, frequenta i corsi di arte ambientale presso la Glasgow School of Art, con scarso successo.
Pensavo che il mio progetto di laurea fosse brillante, ma le persone che la stavano valutando non la pensavano allo stesso modo. Ottenni soltanto un 2:2. Non apprezzarono il mio genio. (…) Nessuno prima di me aveva pensato di proporre dipinti non figurativi.
dichiarerà qualche anno più tardi, raggiunto ormai il successo, al giornale The Guardian.
Con un filtro tormentato e sarcastico, le sue opere affrontano temi complessi e introspettivi quali il rapporto dell’uomo con la società, la tecnologia, lo scorrere del tempo e le responsabilità della vita. Guardando le sue opere diventa impossibile non vivere la contorta inquietudine celata dietro i suoi pensieri, ma l’essenzialità dei tratti e la quasi assenza di colori riesce a semplificarne la durezza e ne evidenzia l’ironia.Fondamentali nelle sue opere sono le scritte che accompagnano i disegni. Grazie a queste infatti, le figure umane, gli animali, gli alimenti e gli oggetti quotidiani assumono un significato inedito.
Ogni opera comunica sensazioni ed emozioni diverse: pensieri, tormenti, dubbi, indecisioni, domande esistenziali ma anche divertimenti, scherni, derisioni e piaceri.
Le opere di Shrigley sono state esposte in molte rassegne artistiche tenute in vari musei fra cui la Dundee Contemporary Arts, la Malmö Konsthall , il Baltic Centre for Contemporary Art , la Kunsthalle Mainz , il Kelvingrove Art Gallery and Museum e il museo d’arte di Turku.
Nel 2013, Shrigley ha ottenuto una nomination ai Turner Prize e nel 2014 ha ricevuto un dottorato onorario presso la De Montfort University di Leicester.
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