Nata in Etiopia nel 1974, Aïda Muluneh è una fotografa e artista contemporanea etiope con sede ad Addis Abeba.
Lontana dai cliché sull’Africa ma mai dalle urgenze della sua realtà, Aida riserva un ruolo allegorico alla donna, dipingendo volto e corpo con elementi e colori primari della chiesa ortodossa etiope, mentre i tessuti ne abbracciano ed elevano la condizione oltre differenze culturali, sociali e geografiche.
Idee, poesie e le diverse esperienze del quotidiano, danno vita agli schizzi e un processo di ripresa che non ha nulla da invidiare a quello cinematografico, con tanto di truccatori e stilisti che realizzano i vestiti per ogni immagine.
Muluneh ha vinto il Premio dell’Unione Europea agli Incontri di Fotografia Africana e il Craf International Award of Photography.
Nel 2020, ha ricevuto il Premio per la Curatela Fotografica della Royal Photographic Society.
www.aidamuluneh.com
@aidamuluneh
Articoli Correlati
I Gemelli del Gol Il calcio, il gioco più bello del mondo
“Faccio suonare il pallone”. Peppe Stefanelli spiega così l’idea alla base del suo progetto "Educazione Ritmica", che prevede l’applicazione del ritmo regolare nell’allenamento dei calciatori.
Il ritmo sposa il calcio Peppe Stefanelli porta la musica in campo
“Faccio suonare il pallone”. Peppe Stefanelli spiega così l’idea alla base del suo progetto "Educazione Ritmica", che prevede l’applicazione del ritmo regolare nell’allenamento dei calciatori.
Quando l’amore tra le star è scandalo, è passione… è arte
Sette edifici di Lower Manhattan, per la maggior parte disegnati dall’architetto Minoru Yamasaki e dall’ingegnere Leslie Robertson.
Bernd e Hilla Becher
A Montparnasse “si beve e si danza. Si fuma e si fa l’amore […] Si scrive e si dipinge. […]
Si reinventa l’amore, esattamente come si reinventano le dottrine estetiche o i modi di dipingere. Con lo stesso desiderio di rinnovarsi completamente. […] Non si viveva bene che qui. Liberamente! Ecco la grande parola, la parola chiave […] L’amore libero, l’arte libera”
Coppie fantastiche e dove trovarle
C’è una cosa che accomuna tutti i cartoni animati, anime o fumetti che avete visto o letto, un nucleo fondante alla base delle loro storie, della loro sceneggiatura: la coppia. Declinata in vario modo, dal duo inscindibile e spesso comico al grande amore.
Valadon e Utrillo il fuoco dell’arte e dell’amore nella Parigi degli “anni Folli”
A Montparnasse “si beve e si danza. Si fuma e si fa l’amore […] Si scrive e si dipinge. […]
Si reinventa l’amore, esattamente come si reinventano le dottrine estetiche o i modi di dipingere. Con lo stesso desiderio di rinnovarsi completamente. […] Non si viveva bene che qui. Liberamente! Ecco la grande parola, la parola chiave […] L’amore libero, l’arte libera”












